La causa principale della mia recente insonnia (a parte dormire tutto il giorno perché non lavoro, non studio, non faccio un cazzo) sono gli incubi. Mi attanagliano appena chiudo gli occhi e raggiungono il culmine dell’angoscia alle 5 di mattina quando mi sveglio disperato. Rimango impietrito una mezzora per poi riprendere coscienza e cercare di riaddormentarmi invano nelle 18 ore successive. Gli ultimi due incubi sono stati una vera escalation verso l’assurdo, tanto da farmi pensare che il prossimo potrebbe essere quello finale; un incubo da Freddy Krueger in cui sogno si mescola a realtà e al termine di cui morirò o, con un po’ di presunzione, verrò assunto in cielo.
Sogno #1
Mi trovo in una città abbandonata che sta per essere attaccata dagli alieni. Solo questione di momenti. Io sono solo e ho una pistola che non spara. Tutto intorno il silenzio.
All’improvviso sono in casa mia. Guardo dalla finestra in attesa degli alieni e sento la voce di D’Alema che, molto saccentemente, dice: “Escludo di consegnare volontariamente la città in mano aliena. Dovremo combattere ma anche questa è una possibilità che mi sento di escludere”
Che cazzo vuol dire? Ad un certo punto si sentono dei rumori e qualcuno bussa alla porta. Mia mamma va ad aprire e sento che dice: “Mio Dio, cos’è?”
La cosa viene verso di me con mia madre che mormora impaurita e mio padre che chiama mia madre.
Nell’oscurità la vedo la cosa: è un uomo su una sedia a rotelle, con un maglione a righe orizzontali, una maschera da portiere di hockey (stile Jason di Halloween) e la testa reclinata sulla spalla destra. Non fa alcun rumore. Viene inesorabilmente verso di me e la mia pistola non spara. Improvvisamente l’uomo sulla sedia a rotelle impugna dal nulla una frusta e cerca di colpirmi le gambe.
A questo punto mi sveglio. Ho un sentore che quell’uomo sulla sedia a rotelle incarni il movimento grunge, intanto mi accosto alla finestra per vedere se, per puro caso, qualcuno non mi stia per attaccare davvero.
Sogno #2
Sono in Piazza Maggiore a Bologna dove Enrica Bonaccorti sta tenendo un comizio.
All’improvviso salgo con numerose persone sul palco in segno di protesta, tutti con la nostra canotta verde e le bandiere della Fiom, e la interrompiamo. Invochiamo in coro il nostro segretario Gianni Rinaldini che discende dal cielo e inizia a parlare.
La folla è sorridente e serena e ripete all’unisono le parole pronunciate da Rinaldini; più che ad un comizio pare di presenziare un salmo.
Solo la Bonaccorti, che in tutto questo è ancora sul palco, è confusa e, in lacrime, continua a ripetere: “Gianni, Gianni, sono l’Enrica, perché non mi riconosci più??”. Gianni, magnanimo, le si avvicina e dice: “Guarda ora, perché prima i tuoi occhi non potevano vedere la verità”. Immediatamente la Bonaccorti si converte, fonda una colonna autonoma delle Brigate Rosse e gambizza Cofferati.
Mi sveglio con la bocca molto asciutta e mi attacco ad una bottiglia di bri blu rocchetta per dimenticare.
Sogno #3
….
ahhhh
ci metto sempre un po’ a capire icché succede (I)