16
Jan
08

Incubi Notturni

La causa principale della mia recente insonnia (a parte dormire tutto il giorno perché non lavoro, non studio, non faccio un cazzo) sono gli incubi. Mi attanagliano appena chiudo gli occhi e raggiungono il culmine dell’angoscia alle 5 di mattina quando mi sveglio disperato. Rimango impietrito una mezzora per poi riprendere coscienza e cercare di riaddormentarmi invano nelle 18 ore successive. Gli ultimi due incubi sono stati una vera escalation verso l’assurdo, tanto da farmi pensare che il prossimo potrebbe essere quello finale; un incubo da Freddy Krueger in cui sogno si mescola a realtà e al termine di cui morirò o, con un po’ di presunzione, verrò assunto in cielo.

Sogno #1

Mi trovo in una città abbandonata che sta per essere attaccata dagli alieni. Solo questione di momenti. Io sono solo e ho una pistola che non spara. Tutto intorno il silenzio.

All’improvviso sono in casa mia. Guardo dalla finestra in attesa degli alieni e sento la voce di D’Alema che, molto saccentemente, dice: “Escludo di consegnare volontariamente la città in mano aliena. Dovremo combattere ma anche questa è una possibilità che mi sento di escludere”

Che cazzo vuol dire? Ad un certo punto si sentono dei rumori e qualcuno bussa alla porta. Mia mamma va ad aprire e sento che dice: “Mio Dio, cos’è?”

La cosa viene verso di me con mia madre che mormora impaurita e mio padre che chiama mia madre.

Nell’oscurità la vedo la cosa: è un uomo su una sedia a rotelle, con un maglione a righe orizzontali, una maschera da portiere di hockey (stile Jason di Halloween) e la testa reclinata sulla spalla destra. Non fa alcun rumore. Viene inesorabilmente verso di me e la mia pistola non spara. Improvvisamente l’uomo sulla sedia a rotelle impugna dal nulla una frusta e cerca di colpirmi le gambe.

A questo punto mi sveglio. Ho un sentore che quell’uomo sulla sedia a rotelle incarni il movimento grunge, intanto mi accosto alla finestra per vedere se, per puro caso, qualcuno non mi stia per attaccare davvero.

Sogno #2

Sono in Piazza Maggiore a Bologna dove Enrica Bonaccorti sta tenendo un comizio.

All’improvviso salgo con numerose persone sul palco in segno di protesta, tutti con la nostra canotta verde e le bandiere della Fiom, e la interrompiamo. Invochiamo in coro il nostro segretario Gianni Rinaldini che discende dal cielo e inizia a parlare.

La folla è sorridente e serena e ripete all’unisono le parole pronunciate da Rinaldini; più che ad un comizio pare di presenziare un salmo.

Solo la Bonaccorti, che in tutto questo è ancora sul palco, è confusa e, in lacrime, continua a ripetere: “Gianni, Gianni, sono l’Enrica, perché non mi riconosci più??”. Gianni, magnanimo, le si avvicina e dice: “Guarda ora, perché prima i tuoi occhi non potevano vedere la verità”. Immediatamente la Bonaccorti si converte, fonda una colonna autonoma delle Brigate Rosse e gambizza Cofferati.

Mi sveglio con la bocca molto asciutta e mi attacco ad una bottiglia di bri blu rocchetta per dimenticare.

Sogno #3

….


1 Response to “Incubi Notturni”


  1. January 18, 2008 at 12:11 am

    ahhhh
    ci metto sempre un po’ a capire icché succede (I)


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